Pensavo che a Damasco non piovesse mai. Dopo un’estate calda e praticamente senza una nuvola, mi preparavo a un autunno con cielo quantomeno sereno. E invece piove da tre giorni e neppure poco. La nostra casetta – non proprio nuovissima – ne ha risentito: parti della tettoia accanto al terrazzino si sono sbriciolate sotto l’acqua battente insozzando ulteriormente il non proprio pulitissimo cortiletto di casa.
Zorro, il gatto che abbiamo adottato qualche tempo fa, per via del freddo è praticamente diventato nostro ospite fisso, andandosi ad aggiungere alle decine di animali, vertebrati e non, che già la abitavano e che ne hanno fatto un vero e proprio parco naturale del quale fino ad oggi hanno fatto parte:
-
circa 250 scarafaggi – quasi tutti uccisi dal sottoscritto, cecchino infallibile con la ciabatta. (Sembra pure che i nostri amici alati abbiano scelto la nostra stanza come alcova. Abbiamo infatti trovato una serie di tane – poi tappate con lo scotch - da cui qualche settimana fa sono usciti miniscarafaggi, ndr);
-
migliaia di formiche – con loro, pur avendo vinto molte battaglie, ho perso la guerra. Ormai hanno i loro bei formicai dove si sono rifugiate per il letargo;
-
tre gechi;
-
tre gatti (Zorro, Asad e O’Russ’ o, se preferite, O’ Chiatt’);
-
un grillo che da qualche giorno allieta con il suo canto le nostre notti damascene;
-
mosche, zanzare, vespe a volontà;
-
un millepiedi mangiato vivo dalle formiche – abbiamo pure assistito in diretta al banchetto dei piccoli insetti;
-
un COLOMBO DECAPITATO – disgustoso regalo di Zorro;
-
un verme – trovato qualche tempo fa nel lavandino e ucciso da Mariateresa;
-
una TARANTOLA ENORME – anche quella uccisa a ciabattate.
Nel caso abbiate a disposizione un Minollo o un paio di liocorni da regalarci ve ne saremmo eternamente grati. Saremmo lieti di aggiungere altre due specie al nostro piccolo ecosistema.








