Ecco come Israele, considerata da tutti come l’UNICA DEMOCRAZIA in Medio Oriente, ha risposto al rapimento di due soldati da parte di Hezbollah. Le analogie con la condotta di guerra statunitense in Afghanistan e in Iraq sono impressionanti.
“Tra il 12 e il 14 agosto la forza aerea israeliana ha condotto più di 7.000 attacchi aerei colpendo circa 7.000 bersagli in Libano; la marina ha condotto altri 2.500 bombardamenti. Gli attacchi, anche se diffusi su tutto il territorio, sono stati concentrati soprattutto in determinate aree. Oltre al bilancio di vittime umane – 1.183 morti, per oltre un terzo bambini, 4.054 feriti e 970.000 rifugiati – le infrastrutture civili sono state seriamente danneggiate. Secondo le stime del governo libanese 31 “punti vitali” (aeroporti, porti, impianti idrici e centrali elettriche) sono stati parzialmente o completamente distrutti, così come circa 80 ponti e 94 strade. Più di 25 stazioni di benzina e 900 esercizi commerciali sono stati distrutti. Il numero di edifici privati, uffici e negozi completamente distrutti supera le 30.000 unità. Due ospedali pubblici – a Bint Jbeil e a Meis al Jebel – sono stati completamente distrutti in seguito agli attacchi israeliani mentre altri tre sono stati gravemente danneggiati. Più del 25 per cento della popolazione del paese - che conta meno di 4 milioni di abitanti – è stato costretto alla fuga. Circa 500.000 persone hanno cercato rifugio a Beirut, molte delle quali in parchi o altri luoghi pubblici, senza acqua né possibilità di lavarsi” […]
“I portavoce del governo israeliano hanno insistito sul fatto che obiettivi degli attacchi fossero unicamente le postazioni di Hezbollah e che i danni alle infrastrutture civili sono stati incidentali e dovuti all’uso di Hezbollah della popolazione civile come “scudo umano”. Tuttavia, lo schema e lo scopo degli attacchi, così come il numero di perdite civili e l’ammontare dei danni subiti, indebolisce questa giustificazione”.
(Obiettivi militari sono quelli che: “per la loro natura, posizione, propositi o il loro uso, contribuiscono effettivamente all’azione militare e la cui totale o parziale distruzione, cattura o neutralizzazione, nelle circostanze contingenti, offre un vantaggio militare definito”. Obiettivi civili sono “tutti gli obiettivi non militari”. Obiettivi normalmente considerati civili possono, in determinate circostanze, diventare obiettivi militari legittimi nel caso in cui “siano usati per contribuire effettivamente all’azione militare”. Comunque, nel caso in cui sussistano dubbi sul loro uso, l’obiettivo deve essere considerato civile).
L’attuale situazione in Libano suggerisce che la distruzione estensiva di opere pubbliche, centrali di energia, case e industrie sia stata deliberata nonchè parte integrale della strategia militare condotta, piuttosto che un “danno collaterale” – e cioè un danno incidentale ai civili o alle loro proprietà risultato dalla volontà di colpire obiettivi militari.
Le affermazioni degli ufficiali militari israeliani sembrano confermare che la distruzione di infrastrutture fosse l’obiettivo della campagna militare. Il 13 luglio poco dopo l’inizio degli attacchi aerei, il capo della Forza di Difesa Israeliana, Generale Dan Halutz, ha sottolineato come l’intera città di Beirut poteva essere inclusa tra gli obiettivi, se i missili di Hezbollah avessero continuato a colpire il nord di Israele: “Nessun posto è al sicuro in Libano, niente di più semplice”, ha affermato. Tre giorni dopo, secondo il quotidiano Jerusalem Post, un alto ufficial del FDI avrebbe minacciato la distruzione degli impianti di energia libanesi se Hezbollah avesse colpito installazioni strategiche nel nord di Israele. Il 24 luglio, in un incontro con un alto ufficiale delle forze aeree israeliane, ai giornalisti fu detto che il capo della FDI aveva ordinato la distruzione di 10 palazzi a Beirut per ogni Katyusha lanciato su Haifa. Le sue dichiarazioni sono state successivamente condannate dall’Associazione per i Diritti Civili in Israele. Secondo il Ne York Times, il capo della FDI avrebbe affermato che gli attacchi aerei avevano come obbiettivo quello di fare pressioni sugli ufficiali libanesi e di costringere il governo libanese a assumersi le responsabilità delle azioni di Hezbollah. Il Generale israeliano avrebbe anche chiamato il gruppo di resistenza libanese “un cancro” di cui il Libano si sarebbe dovuto sbarazzare, “perché se non lo faranno il loro paese pagherà un prezzo molto alto”. […]
“Secondo le Forze armate ad Interim delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL), al 15 Agosto, l’80 per cento delle abitazioni civili è stato distrutto nel villaggio di Tayyabah, il 50 per cento nei villaggi di Markaba e Qantarah, il 30 per cento a Mais al Jebel, il 20 per cento a Hula, il 15 per cento a Talusha. Il giorno dopo, l’UNIFIL ha riportato che nel villaggio di Ghanduriyah l’80 per cento delle case sono state distrutte, il 60 per cento nel villaggio di Zibqin, il 50 per cento a Jabal al Butm e a Bayyadah, il 30 per cento a Bayt Leif e il 25 per cento a Kafra”. […]
“Il 6 agosto, gli ufficiali dell’UNIFIL hanno cercato di ottenere il nullaosta dalle autorità israeliane per costruire un ponte temporaneo sul fiume Litani per facilitare il trasporto di aiuti umanitari vitali agli abitanti del sud. Israele ha negato il permesso, minacciando che ogni nuovo ponte sarebbe stato fatto saltare in aria. Secondo ufficiali delle Nazioni Unite, i militari israeliani avrebbero affermato che se gli ingegneri dell’UNIFIL avessero cercato di riparare il ponte (precedentemente danneggiato, ndr), sarebbero diventati loro stessi obiettivi. I militari israeliani avrebbero anche proibito ogni movimento a sud del fiume Litani ad eccezione dei veicoli dell’UNIFIL e della Croce Rossa Internazionale, e che ogni altro oggetto in movimento sarebbe stato colpito. Un convoglio di Médecins Sans Frontières, che trasportava aiuti medici di emergenza e carburante è stato colpito a nord del fiume il 7 agosto. I componenti del convoglio sono stati costretti a trasportare 4 tonnellate di aiuti attraverso una catena umana per
(Secondo il diritto internazionale umanitario, le parti di un conflitto devono permettere e facilitare un rapido e libero passaggio di aiuti umanitari, equipaggi e personale, proteggere gli aiuti e facilitare la loro rapida distribuzione. Inoltre, il personale che partecipa ad operazioni di aiuto umanitario, così come gli oggetti usati per tali operazioni, devono essere rispettati e protetti).
“Un ospedale, quartier generale di Hezbollah secondo Israele, è stato attaccato direttamente. Il 2 agosto, commandos israeliani in elicottero, supportati da aerei da combattimento e droni, ha compiuto un raid nell’ospedale Al-Hikmah a Baalbak, nella zona orientale della valle di Bekaa. L’esercito israeliano ha affermato di aver catturato durante l’operazione 5 membri di Hezbollah. Secondo testimoni, tuttavia, i cinque sarebbero stati catturati non nell’ospedale, bensì a casa di uno di loro. Hanno anche aggiunto che uno degli obiettivi, Hassan Nasrallah (professione NEGOZIANTE, ndr), è stato confuso con il leader di Hezbollah omonimo. L’agenzia di stampa Reuters ha riportato che gli attacchi aerei di supporto hanno ucciso 19 persone, tra cui 4 bambini. In un comunicato
(Gli ospedali sono per loro natura “obiettivi civili” e non dovrebbero mai essere attaccati a meno che non siano utilizzati per scopi militari. Se è vero che Hezbollah ha utilizzato l’ospedale al Hikmah come quartier generale o base, quindi, lo ha di fatto reso passibile di attacchi. Israele, tuttavia, avrebbe dovuto prendere precauzioni per proteggere civili ed evitare in questo modo perdite di vite umane o ferimenti di civili).
“Fabbriche e imprese private nel paese – entità economiche la cui distruzione non dovrebbe portare alcun vantaggio militare ma piuttosto un danno ai civili – sono stati soggetti a una serie di attacchi aerei, dando un ulteriore duro colpo alla già traballante economia del paese. Il governo libanese ha stimato che la percentuale di disoccupazione nel paese ha raggiunto attualmente circa il 75 per cento”. […]
“Waji al Bisri, attualmente capo dell’Associazione degli Industriali Libanesi, ha stimato in circa 200 milioni di dollari il danno inflitto al settore industriale libanese […]. Quasi tutti gli esercizi commerciali nel sud del Libano hanno subito colpi di artiglieria da parte dell’esercito israeliano”. […]
“I delegati di Amnesty International hanno riportato di numerosi attacchi a esercizi commerciali come supermarket o centri di riparazione auto. I supermercati sono stati colpiti quasi certamente con lo stesso tipo di munizioni usato per le case, ma verosimilmente la traiettoria utilizzata è stata diversa, in modo da infliggere i danni maggiori agli spazi interni e quindi al materiale immagazzinato. In alcuni casi i supermercati sono stati incendiati. […]. La distruzione di supermercati, così come l’attacco singolo a una cittadina o a un villaggio, sembra avere come obiettivo la fuga dei residenti”. […]
“Nel corso del conflitto, circa 100.000 civili sono rimasti intrappolati nel sud del Libano, terrorizzati dalle minacce israeliane (ogni veicolo in movimento sarebbe stato colpito) e alla luce di quanto affermato dal ministro della Giustizia israeliano Haim Ramon: “Tutti coloro che si trovano attualmente nel sud del Libano sono terroristi legati in qualche modo con Hezbollah”. Molti sono stati impossibilitati a fuggire per via della loro età o per handicap fisici, o ancora perché non hanno avuto la possibilità di accedere a mezzi di trasporto. I residenti del sud si sono trovati ben presto senza cibo, acqua e medicine, e
“Amnesty International ha chiesto al Consiglio di Sicurezza e al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite che il Segretario Generale scelga una squadra di esperti indipendenti per condurre un’inchiesta sulle violazioni del Diritto Umanitario Internazionale sia da parte di Hezbollah che da parte di Israele durante il conflitto. La squadra dovrebbe essere composta da personale con provata esperienza in investigazione sulla violazione del diritto umanitario internazionale e dei diritti umani in materia militare […] Essi devono ricevere tutta l’assistenza e le risorse necessarie. Il risultato dell’inchiesta dovrebbe essere pubblico e includere consigli e raccomandazioni per porre fine alle violazioni e prevenirne di future”.
Israele/Libano. Distruzione deliberate o “danno collaterale”. Gli attacchi israeliani alle infrastrutture civili, Amnesty International.
Traduzione a cura di Bazzu








